comitato cittadini di SAN PIER D'ARENA

martedì, 18 settembre 2007

Il patto di mutuo soccorso

esperienze di rete tra comunità resistenti

Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso è uno strumento al servizio di chi nel nostro paese lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche.
E' una cornice entro cui si ritrovano le diverse realtà che aderiscono al Patto per mettere in relazione le esperienze e le lotte, ma non è una sede decisionale: è piuttosto un contenitore per valorizzare queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune; è un sostegno per dare loro maggior visibilità e in questo modo rafforzarle e aiutarle a crescere; è un supporto per una memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire dalle sconfitte subite; è una sede in cui praticare la solidarietà e l'aiuto reciproco.

ore 15,00 - piazza Tazzoli (sestri ponente)

Festa della sinistra


Partecipano rappresentanti dei comitati resistenti:

Amici Del Chiaravagna, C'era Una Volta Il Mare, Comitato Antigronda della Valpolcevera, Comitato per Scarpino, Comitato Valli voltresi


interviene: Valentina Cancelli (Movimento NoTav)

coordina Giuseppe Gonella (Forum Sinistra Europea)



lunedì, 30 luglio 2007

Sabato 28 luglio

La marcia delle gorge 


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Alle 3 del pomeriggio il paese di Giaglione, appena sopra Venaus, era già pieno di bandiere notav un migliaio ha raddoppiato per un ora la popolazione di questo sonnolento paesino della media valle. La marcia è l'occasione per un sopralluogo collettivo delle zone che saranno interessate dal passaggio della linea Torino-Lione, come indicato dall'ultimo tracciato: le gorge. Gorge è un termine valsusino per chiamare i canyon. Questo canyon formatosi durante la terza de-glaciazione si estende da Giaglione a Chiomonte ed è solcato dalla Dora, uno dei fiumi più importanti della valle già privato della maggior parte delle proprie acque da una centrale idroelettrica e dal prosciugamento delle falde in seguito alla costruzione dell'autostrada. Il corteo si sviluppa lungo questo tragitto ed ha lo scopo di formare a Chiomonte un presidio permanente sullo stile di quello di venaus. La microeconomia di Chiomonte è basata sulle coltivazioni del vitigno autoctono Avanà recuperato 15 anni dai giovani del paese. La proposte beffa del ministro Di Pietro, che oltre a voler far passare una galleria lunga chilometri sotto montagne cariche di amianto devastando uno dei più bei paesaggi della fascia pre-alpina, è , tramite la costruzione di una diga di allagare tutte le coltivazioni di Avanà per formare un lago artificiale, considerandolo il risarcimento “turistico” per gli abitanti di Chiomonte.

All'arrivo del corteo già decine di abitanti ci attendevano e 2 di loro hanno offerto la loro cantina per costruire un punto di contro-informazione sulla TAV. La lotta riparte quindi da qui Chiomonte media valle.


scritto da: titoville alle ore 11:04 | link | commenti
categorie: , no tav, terzovalico

Venerdì 27 luglio


Assemblea delle realtà di movimento territoriale.

Dopo ore di viaggio in vespa (primavera 125) giungo appena in tempo sul prato di Venaus per partecipare all'assemblea di tutti i comitati di lotta autorganizzati che in questi anni sono nati e hanno lavorato in tutta Italia. Ci sono i campani delle lotte contro le discariche e l'inceneritore di Acerra, ci sono i livornesi contro il rigassificatore, i vicentini del “NO DAL MOLIN”, naturalmente i NO TAV di tutte le zone interessate.

Nel corso dell'assemblea vengono illustrati i singoli percorsi di lotta e le prospettive comuni da poter portar vanti insieme. Da qualche mese infatti è nato il PATTO DI MUTUO SOCCORSO contro le nocività: una specie di coordinamento nazionale di tutti i comitati in lotta. In tutti gli interventi veniva ribadito il concetto di non avviare all'interno del patto un percorso per la creazione di un nuovo partito dei movimenti, ma di fare di quel luogo di discussione uno spazio pubblico attraversabile dove si organizzano mobilitazioni unitarie e momenti di confronto orizzontali.

Dal tenore degli interventi si percepisce un evidente preoccupazione per l'attuale fase politica del paese, soprattutto le future alleanze nella sinistra, infatti in molti territori sono proprio i dirigenti della Sinistra Democratica i fautori degli assurdi progetti contestati dalla popolazione. L'esempio più eclatante a Livorno dove il maggior sponsor dell'offshore è il ceto politico DS oggi passato tutto a SD (evidentemente cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia!!!).

Dai no tav le critiche più dure all'attuale fase di governo del paese, è comprensibile dato che dopo la crisi al terzo punto dei famosi 12 punti di Prodi c'è proprio la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione. Da qualche tempo si è attivato a Roma e a Torino un osservatorio istituzionale sulla TAV, in valle lo paragonano alla vasellina, questo osservatorio è formato da due tavoli: uno politico con governo e istituzioni locali e uno tecnico presieduto da M .Virano conosciuto a susa soprattutto per essere colui che ha sponsorizzato la nuova autostrada, che ha prosciugato le falde acquifere di mezza valle. Nonostante le preoccupazioni i risultati dell'osservatorio dimostravano chiaramente che l'attuale linea ferroviaria potrebbe, triplicando i treni, supplire all'esigenza di trasporto che sta alla base della linea ad alta velocità. Ma a questo punto interviene il governo che dopo la convocazione dei sindaci della val susa e della valle sangone dichiara che c'è un nuovo tracciato condiviso coi sindaci e quindi la TAV si farà. Ciò si dimostra in poco tempo solo fumo negli occhi per i media poiché nel giro di pochi giorni tutti i consigli comunali esprimono tramite delibere la loro netta contrarietà e nuove manifestazioni (censurate da tutta la stampa) riportano migliaia di persone per le strade.

È chiaro che ormai la fiducia anche verso questo governo è crollata, lo stesso Pecoraro Scanio ministro all'ambiente dell'attuale esecutivo, protagonista di un affollatissimo comizio poco più di un anno fa, oggi quando viene in val susa lo fa in segreto in qualche sala affittata negli alberghi a 4 stelle per paura di contestazioni.

Oltre che al rapporto con le istituzioni e la politica nazionale si è discusso molto di violenza e non violenza, su questo tema voglio riportare il ragionamento di Alberto del comitato lotta popolare contro la TAV. Alberto inizia il suo intervento citando Gandhi: “tra un violento e un vigliacco preferisco un violento” qualcuno ha cercato di far passare la non violenza come il volemose bene atto a non disturbare il manovratore, ma in val di susa come anche a vicenza la gente ha solo dimostrato la forza delle sue idee in maniera convinta e si è limitata a disobbedire in modo pacifico all'arroganza e alla violenza di un sistema tarato solo sulle esigenze del mercato globalizzato. Da tutti il dibattito nazionale sulla violenza e non-violenza è considerato come un vicolo cieco.

Infine le proposte: oltre a continuare e rafforzare il patto vengono indicate da ogni gruppo date per cortei in ogni territorio, nello spirito del patto si decide che ogni volta ci siano momenti di particolare mobilitazione in un particolare luogo, gli aderenti alla rete nazionale organizzeranno presidi o altre iniziative di solidarietà nei propri territori con il fine di informare la popolazione di ciò che avviene. Particolare attenzione invece per la vicenda del DAL MOLIN, i lavori infatti dovrebbero partire dalla seconda metà di settembre sarà dunque necessaria una partecipazione di massa nella città veneta.


scritto da: titoville alle ore 10:15 | link | commenti
categorie: elezioni, terzovalico
martedì, 24 luglio 2007

arton79Dal 23 al 29 luglio si terrà l’ottava edizione del campeggio no tav. Sono passati 8 anni dalla prima edizione, anni in cui il movimento no tav è cresciuto . Anche quest’anno si terrà a Venaus, sui prati intorno al presidio permanente simbolo della liberazione dell’8 dicembre. Saranno numerose le iniziative musicali, gli spettacoli teatrali, i dibattiti e le assemblee, accompagnate dalle mostre, dalle cene e dal bar in funzione.

Nelle giornate di venerdì e sabato le iniziative più importanti:

venerdì h.18.00 assemblea delle realtà territoriali: "movimenti, autonomia e percorsi di liberazione nei territori, ri-partiamo dal No Tav"

Sabato h.15.00 ritrovo al presidio per "La Marcia delle Gorge", marcia popolare da Giaglione a Chiomonte.

Da Sampierdarena una piccola delegazione parteciperà a questi momenti di aggregazione e discussione per riflettere sul futuro dei movimenti e sulla situazione attuale.

Tramite questo blog vi terremo aggiornati quotidianamente sulle assemblee e le iniziative che si terranno a Venaus dal 27 al 29 settembre.


scritto da: titoville alle ore 11:15 | link | commenti
categorie: terzovalico, sampierdarena, gronda
giovedì, 19 aprile 2007

documento SPdA logo neroDa oggi trovate in allegato il documento preparato dal comitato da sottoporre ai candidati sindaco e presidente di provincia alle prossime elezioni amministrative del 27/28 maggio 2007.
Aspettiamo suggerimenti mentre prepariamo la presentazione pubblica.

scritto da: titoville alle ore 13:02 | link | commenti
categorie: elezioni, viabilita, amt , tir , terzovalico, sampierdarena, gronda, waterfront
martedì, 06 febbraio 2007

presidio 5.2.07


























Le lenzuola al vento in via Porro testimoniano l'ampia partecipazione delle famiglie alla protesta contro il tracciato della gronda bassa, che minaccia le case di centinaia di persone che dovranno essere allontanati (per non dire deportati).

Ieri mattina, molti di questi cittadini, riunitisi nel comitato antigronda valpolcevera (antigronda.splinder.com), hanno promosso un presidio-assedio in piazza DeFerrari, per intercettare il ministro Di Pietro venuto per definire le concessioni per il terzo valico e discutere di gronda. Naturalmente la discussione è avvenuta in uffici lontani dalla gente che subirà le conseguenze di questo inutile progetto.

A sostegno dei comitati ieri in piazza si sono presentati anche due parlamentari liguri Aleandro Longhi (ds) e Heidi Giuliani (Prc).

La strada è il caso di ribadire è ancora molto lunga per vincere questa battaglia nuove iniziative sono già in “cantiere” per ribadire che:

LA CASA E' UN DIRITTO LA GRONDA NO

dipietro:bloccato


scritto da: titoville alle ore 09:51 | link | commenti
categorie: viabilita, terzovalico, sampierdarena, gronda
lunedì, 03 luglio 2006

arton79A VELOCITA’ D’UOMO


MARCIA VAL DI SUSA – ROMA: DAL 30 GIUGNO AL 15 LUGLIO


MARTEDI 4 LUGLIO – MERCOLEDI 5 LUGLIO: TAPPA GENOVESE

Per un’economia al servizio delle persone, che ribalti le logiche di sfruttamento delle risorse del modello dominante di sviluppo.

Per riscoprire e rispettare il territorio e ridare voce alle popolazioni coinvolte.

Contro le Grandi Opere inutili che devastano l’ambiente e svuotano le casse pubbliche.

Invece di Terzo Valico, Gronde, Bretelle Autostradali e Inceneritori, noi chiediamo:


  • il superamento della Legge Obiettivo e il ripristino della Valutazione di Impatto Ambientale

  • la manutenzione di tutta la rete a cominciare dal potenziamento delle linee ferroviarie ordinarie (linee dei Giovi, Voltri - Ovada e Genova – Ventimiglia)

  • un Ciclo dei Rifiuti basato su Riduzione alla fonte, Riciclo, Riuso

  • risanamento dei quartieri dagli impianti inquinanti e a rischio


Martedì 4 luglio 2006


  • Arrivo alla stazione di Pontedecimo alle ore 10.22. In corteo verso la zona di Santa Marta in località Ceranesi: incontro con gli abitanti minacciati dalle demolizioni delle case previste per il Terzo Valico Ferroviario ad alta velocità.

  • Corteo verso Casa della Legalita' e della Cultura, Via Piombelli 15, Genova Rivarolo.

  • in metro’ verso Genova. Discesa presso Stazione Principe.

  • Ore 17.00 Corteo verso Palazzo Tursi (Stazione Principe, Darsena, Caricamento, San Lorenzo, De Ferrari, via 25 Aprile, Piazza Fontane Marose, via Garibaldi).

  • Ore 18.00 Assemblea presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi

  • ore 20.30 Laboratorio Sociale Buridda

  • ore 21.30 Spettacolo TEATRO POLITICO = TEATRO D’AZIONE a cura del Laboratorio Teatrale del Living Theatre presso Laboratorio Sociale Buridda.


Mercoledì 5 luglio 2006


  • Ore 9.00 Presidio di fronte al Tribunale di Genova per chiedere Verità e Giustizia per le vittime della violenza nel luglio 2001.

  • Ore 9.30 una delegazione parteciperà in qualità di Osservatori dei processi del G8 all'udienza per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz (notte tra 21 e 22 luglio 2001).

  • Ore 10.00 presidio di fronte al convegno “Il Sistema portuale ligure, il Mediterraneo e l’Europa”, Palazzo del Principe, organizzato dalle Regioni Piemonte e Liguria.

  • Ore 14.11: partenza in treno da Stazione Principe con arrivo a Chiavari alle 15.07



scritto da: titoville alle ore 10:14 | link | commenti (1)
categorie: viabilita, tir , terzovalico, sampierdarena
martedì, 30 maggio 2006

Urbanistica e politiche del territorio: Sampierdarena un'esempio di identità violata

Sampierdarena, la delegazione genovese dove vivono e lavorano alcune decine di migliaia di cittadini sarà attraversata nei prossimi due lustri da un ciclone di opere immobiliari e infrastrutturali che ne ridisegneranno completamente l'identità. Elenchiamo qui le maggiori, le più note, alcune già approvate, altre in via di definizione: tre grattacieli, uno in zona San Benigno e due davanti a Fiumara (area enel e area fs), il tunnel sotto il porto, la strada a mare, il ponte per la strada a mare, i nuovi ponti ferroviari sul Polcevera, la ristrutturazione del nodo autostradale di Genova ovest, l'area per le aziende artigiane in via Dino Col (ex area Fiat), la ristrutturazione in via Reti (area rimessa Amt), il nuovo ponte autostradale per la gronda ovest a fianco del ponte Morandi, l'abbattimento successivo del ponte Morandi, i necessari espropri delle case da abbattere in via Walter Fillak, dulcis in fundo (si fa per dire) i riempimenti del porto (una stima prudente valuta in 250 camion di terra al giorno con autorizzazione al transito in via Cantore).

Tutte queste iniziative, che siano lodevoli o deprecabili al momento poco interessa insisteranno nella stessa area per un decennio facendo polpette di ogni idea di città sostenibile, di ogni vincolo ambientale di qualsiasi strategia di progettazione partecipata. Ma la ragione è gia bella e pronta: l'ineludibile interesse collettivo,il progresso, l'economia, il lavoro, l'ambiente. Tutte affermazioni più volte fatte e ripetute in epoche diverse dai nostri amministratori e tutte più e più volte disattese. L'esempio più significativo per tutti è Voltri un area cittadina fatta a pezzi nel superiore interesse pubblico che ha ucciso ogni idea di sostenibilità sulla linea costiera ovest della città con riempimenti al cromo esavalente.

E che dire dell'economia? In una fase di intenso sviluppo dei traffici marittimi in tutto il mondo Voltri è ferma a livelli trascurabili, le aziende concessionarie sono tutte multinazionali non genovesi e nemmeno italiane , i lavoratori sono poche centinaia e con un reddito e dei diritti anni luce minori dei loro predecessori. Insomma un saldo totalmente passivo per la città, il suo territorio e i suoi abitanti. Una esperienza simile toccherebbe nelle intenzioni dei nostri amministratori anche a Sampierdarena. A questa ipotesi di dissoluto assalto alla diligenza in puro far west con Davy Croket/Renzo Piano e Buffalo Bill/Bruno Gabrielli (assessore all'urbanistica del comune) noi diciamo un sentito e inappellabile no. Èimpensabile che un'identità culturale di un territorio come quello di Sampierdarena sia fatta a pezzi senza alcun disegno organico se non quello del profitto senza limiti, che nel programmare tutte queste opere non vi sia alcuna visione strategica nella cornice delle proposte europee, che la salute e l'ambiente dei cittadini siano un fastidioso pendant per amministratori e imprenditori da risolvere con qualche sparuto alberello ficcato a forza in cassoni di cemento, o qualche indennizzo (compensazione).

La salute e la vivibilità ambientale non son eludibili, è a partire da questi due pilastri che intendiamo confrontarci con tutti. Uno slogan sempre attuale spicca da uno striscione annerito dai gas di scappamento in via Avio: "c'era una volta il mare...". Adesso non c'è più, e al suo posto gas e traffico, rumori e disagi di tutti i tipi. Bene se vogliamo essere credibili ricominciamo dal mare restituiamo il mare alle decine di migliaia di genovesi che se lo vogliono vedere si devono comprare le cartoline, se vogliono fare il bagno devono andare in riviera in tutto e per tutto simili ai milanesi o ai torinesi. Questa è la scommessa da vincere: una città vivibile per tutti in cui l'ambiente è una risorsa, in cui i cittadini sono i testimoni più credibili di una amministrazione attenta ai loro interessi, in cui il futuro sia una scommessa da vincere per tutti, anche per i soliti, troppi "ignoti" di Sampierdarena e di tutta la città

Andrea Agostini (Legambiente)


scritto da: titoville alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: viabilita, tir , terzovalico, sampierdarena
venerdì, 05 maggio 2006

ATTENZIONE!!!
DA OGGI PER 2 SETTIMANE PUBBLICHEREMO OGNI GIORNO UNA DEI 12 RAGIONEVOLI MOTIVI PER DIRE NO AL TERZO VALICO
DIMOSTRANDO LA SUA INUTILITA'

 Tesi errata n.1
 SENZA LA GENOVA-TORTONA MANCHEREBBERO I COLLEGAMENTI FRA LIGURIA E PIANURA PADANA
 In realtà i collegamenti con la Liguria sono abbondanti, sia tramite autostrade che strade statali e linee ferroviarie.
 In particolare alle spalle di Genova vi sono: Due Strade Statali , Due Autostrade,
 Due linee ferroviarie dei Giovi passeggeri e merci a doppio binario,
 Una linea ferroviaria Voltri-Ovada ad unico binario ma con già disponibile il sedime per il raddoppio .

Tesi errata n.2

LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
In realtà le attuali tre linee che partono da Genova-Voltri sono ampiamente sottoutilizzate. Nelle ore notturne, per lunghi periodi non transita un treno. I passeggeri che percorrono l'intera tratta Genova-Milano e viceversa
non superano i quattromila. La potenzialità attuale, con una serie di piccoli interventi di ammodernamento e razionalizzazione, è di ulteriori 180 treni. Secondo lo studio Zambrini l'unico tratto con eventuali rallentamenti può essere la Tortona-Voghera, in comune fra la Milano-Genova e la Torino-Bologna. In questo caso basterebbe un terzo binario dotato di blocco automatico banalizzato per aumentarne notevolmente le potenzialità.
E il flusso delle merci - previsto nel 1996 da chi voleva l'opera in crescita esponenziale e per il 2005 a quota 5 milioni di teu - è invece sceso dell'1,5% nell'ultimo anno (la previsione era del + 13%) ed è salito, dal 1970 al 2002, complessivamente del 3,52%, ossia dello 0,11 all'anno!

Tesi errata n.3
IL TERZO VALICO É INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DELLA LIGURIA
In realtà è vero il contrario. Togliendo risorse (e tutto denaro pubblico) alla ricerca, all'innovazione e al risanamento dell'industria in crisi profonda, e soprattutto al raddoppio delle altre linee essenziali, come la Pontremolese e la
Genova-Ventimiglia, il Terzo Valico non apporterà alcun vantaggio, anzi… Per Genova il problema fondamentale è il nodo ferroviario che va quadruplicato da Voltri a Pieve ligure. Si diceva la stessa cosa per la Voltri-Borzoli, un'opera dall'impatto ambientale disastroso che ha tolto la visibilità del mare agli abitanti di
Voltri, Pra e Palmaro e Pegli. Il "mostro" di cemento vede ora il transito di due treni merci al giorno fatti venire da Savona per fare il giro sino a Ovada e Alessandria e ciò con lo scopo dichiarato di non far arrugginire i binari nuovi intaccati dalla salseside. Duecento miliardi di lire spesi, con successivo incredibile commento:
"Ci siamo sbagliati, non serviva"

Tesi errata n.4
IL TAV TOGLIERÀ I TIR DALLE AUTOSTRADE
In realtà, tanto per cominciare, i 7-10 anni di cantiere necessari a costruire il Terzo Valico porteranno sulle strade della valle Scrivia e dell'Alessandrino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno dall'autostrada alla nuova ferrovia?
Attualmente il rapporto merci su ferrovia e merci su Tir è di 8 a 92. Quindi, ora, visto che i contenitori sbarcati a Genova nel 2005 sono 1.600.000 e che il 40% di questi viene o reimbarcato per altri porti o va verso est e verso ovest e quindi ne rimangono 980.000, solo 76.800 container all'anno finiscono sui treni. Ammesso che si raggiunga il super eccellente risultato di passare dall'8% al 30% che tutti ci auguriamo, si arriverà a 230.400 container all'anno, con una potenzialità attuale, come abbiamo ricordato al punto 2, di ulteriori 180 treni al giorno, ossia di 2.830.000 teu all'anno.
 
Tesi errata n.5
CHI PROTESTA È EGOISTA E NON PENSA AGLI INTERESSI DELL'ITALIA
In realtà basterebbe percorrere la valle Scrivia da Tortona a Serravalle-Arquata e poi scendere dall'altra parte verso Genova per capire immediatamente quanto i circa 100.000 abitanti di queste zone abbiano già subito a livello di infrastrutture: autostrade, aree logistiche, giganteschi centri commerciali, oleodotti, raffinerie,
industrie a rischio, elettrodotti. Una cementificazione selvaggia, indifferente alla tutela ambientale e addirittura priva di ogni decenza. E poi, parliamoci chiaro: qui non si tratta di interessi nazionali o chiamateli come volete. L'Alta Velocità è stata progettata come la grande truffa del secolo, con finti finanziatori, con finte necessità, con finti appalti e con un aspetto assai concreto: le unghie rapaci delle lobbie economico-politiche che l'hanno inventata. Si vadano a tal fine a leggere i verbali di Mani pulite, degli interrogatori Necci e il libro del giudice Imposimato. Vittime di questi interessi "superiori" sono il territorio da saccheggiare, i suoi abitanti e chi realmente ha necessità di un sistema ferroviario degno di un paese civile, sistema ferroviario che non è certo quello che abbiamo sotto gli occhi oggi e ciò anche per colpa del drenaggio di risorse economiche operato dall'Alta velocità e da coloro che ci vengono a sgridare (o a manganellare) perché non siamo capaci di sacrificarci per il progresso (il loro) e per un futuro radioso (sempre il loro) .

Tesi errata n.6
IL TERZO VALICO PORTA LAVORO AL BASSO PIEMONTE
In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario e di trasfertisti(come accade nel mugello). Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i nostri Comuni, oltre alle difficoltà di inserire cantieri con 400-500 persone in
comunità addirittura più piccole, arrriverebbe anche un bel problema: la mafia e l'illegalità.
Si ricordi che solo per il tentato, e fallito, via tramite i cunicoli esplorativi di Voltaggio e Fracconalto è in corso un processo con un capo di imputazione pesantissimo: Truffa nei confronti dello Stato. Turbative d'asta sono già state individuate a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!
Inoltre, visto che si tratta di merci in transito (625 teu per posto di lavoro) e non di merci da lavorare (17 teu per posto di lavoro), ci sarà ben poco da friggere, a livello occupazionale, per gli scali di San Bovo, di Alessandria e di Rivalta, mentre le cose cambiano completamente per i proprietari delle aree logistiche più attrezzate.

Tesi errata n.7
LA LINEA E' QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà fa malissimo!!! Il tracciato prevede una galleria di 39 km all'interno dell'Appennino. Chi ha seguito la questione della cava Cementir e dell'acquedotto della Val Lemme ricorderà gli studi che appuravano la presenza di rocce
amiantifere.
Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo e i nostri amici di Casale lo sanno bene. L'amianto è un materiale fuori legge dal 1977.
Il tunnel si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, 'finestre'. Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. Ricordiamo a tal fine le preoccupazioni del Comune di Arquata che ha espresso parere contrario all'opera.
E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all'impatto ambientale dell'opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull'autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

Tesi errata n.8
L'OPERA FA BENE ALL'ECONOMIA, PERCHÉ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.
In realtà il costo stimato di oltre 5 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano.
Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l'esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest'opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. Gli stessi capoccia delle Ferrovie dichiarano che ci sarà da leccarsi le dita se verrà recuperato il 15 per cento dei costi sostenuti. Ma di questo non gliene frega alcunché a nessuno. Tanto paghiamo noi.

Tesi errata n.9
CHI E' CONTRO IL TERZO VALICO É CONTRO IL PROGRESSO
Così dice l'on. Luigi Grillo, quello dei fori pilota, dei terreni incendiati da edificare, delle telefonatine amorose ai coniugi Fazio, ecc.
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento.
Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta.

Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa.

Tesi errata n.10
L’ECONOMIA LIBERAL-CAPITALISTA PROMUOVE BENESSERE.
LA TAV E’ VEICOLO DI RICCHEZZA PER TUTTI !!!

Miserande menzogne. Non ci sono stati appalti, i prezzi iniziali erano gonfiati, Lodigiani nel 1992 dichiarò durante una udienza di mani pulite che erano già state pagate tangenti per un complessivo 4 per cento. Tutte le ditte del Co.civ iniziale finirono sotto inchiesta e alcune addirittura sparirono. Ora tutto è in mano all'Impregilo, sempre senza appalto e concorrenza, la cui maggioranza appartiene a Marcellino Gavio. Veramente più che ricchezza la TAV porta sfiga: Signorile è caduto in disgrazia, Ligato è stato ammazzato, Bernini e Prandini hanno incrociato Di Pietro, Necci e Incalza hanno avuto le loro grane anche se con il governo Berlusconi sono stati riciclati.
Ma andiamo a vedere chi sono i soggetti agenti che costituiscono la Società TAV che ha in appalto e in concessione la tratta italiana della Torino-Lione. E cerchiamo di dedurre quali fregature si nascondono per la collettività dei contribuenti. Al 33% le azioni sono possedute da una Società ex IRI, al 33% dall’ENI e, udite, udite, al 33% dalla FIAT. Ma come! -direbbe qualcuno- Che interesse ha la FIAT a promuovere lo spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia. Nessuno, in linea teorica. Anzi. La FIAT, sempre in linea teorica, dovrebbe scoraggiare politiche industriali tese all’irrobustimento della rete ferroviaria. Al lato pratico la realtà è un po’ diversa. Riprendiamo la percentuale effettiva di spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia, calcolata in proiezione, a tratta Torino-Lione conclusa. Essa è un miserrimo 1%. Combiniamo i due dati. Praticamente, il traffico pesante stradale e autostradale rimarrà attestato agli stessi livelli odierni. Nel frattempo, però, la FIAT, in linea con le sue politiche manageriali degli ultimi vent’anni, avrà messo a segno un ennesimo successo finanziario, intascando un terzo dei molti miliardi (provenienti dalla fiscalità generale) di euro che l’UE e il Governo italiano investiranno per la costruzione di questa ferrovia.
E il suo ricavato non nasce a discapito di un eventuale (anche se non sicuro) profitto del Settore Auto. Andiamo, infine, a controllare l’assegnazione dei subappalti legati al business TAV. Nella costruzione della galleria lunga 53 km, il subappalto è stato assegnato alla Società francese RockSoil, di proprietà della moglie del signor Ministro berlusconiano alle Infrastrutture,
Pietro Lunardi. Che schifo!!

Tesi errata numero 11
LA TAV VELOCIZZA GLI SPOSTAMENTI DI MERCI E UOMINI
Gli studi di Erasmo Venosi (Per decenni ha lavorato per le Ferrovie in qualità di Tecnico altamente specializzato. É laureato in Fisica ed è un esperto di impatto ambientale), a riguardo, escludono che vi possano essere delle significative differenze tra un Milano-Verona linea tradizionale e un Milano-Verona linea ad Alta Velocità. Idem per la Milano-Genova. Il guadagno effettivo sarebbe di pochi minuti. La tratta, non potendosi sviluppare su un rettilineo uniforme, si dipana, invece, attraverso la congiunzione di piccoli segmenti e tratti curvilinei. La struttura del tracciato impedisce un’accelerazione regolare e un innalzamento significativo della velocità media del treno. Depotenziata, dunque, l’idea-forza del guadagno di tempo riferita allo spostamento degli uomini e delle merci, la TAV rappresenta un mistero intorno a quelli che dovrebbero essere i presunti benefici per il benessere delle Comunità e per lo "sviluppo dell’economia" (le virgolette stanno a significare l’assoluta astrazione della formula virgolettata. Checché ne dicano i fondamentalisti del liberismo economico, è tutt’altro che dimostrato che, ad un aumento di velocità di spostamento di uomini e merci, corrisponda necessariamente un aumento di benessere per le Comunità in cui questi fenomeni si realizzano).
I pendolari e gli utenti di Trenitalia, invece, più modestamente si accontenterebbero che i treni su cui giornalmente viaggiano siano più puliti e più coerenti con gli orari prestabiliti. Di faraoniche e fantastiche scemenze come la TAV, inutili per la collettività e UTILI per Lunardi e la FIAT, ne fanno volentieri a meno.

Tesi errata numero 12
IL TERZO VALICO (54 KM. DI CUI 39 IN GALLERIA) FRA VOLTRI E TORTONA RILANCERÀ IL PORTO DI GENOVA
Esistono già cinque valichi ferroviari fra la Liguria e la Pianura Padana, con una potenzialità residua di un milione di container annuali. Nel caso di ammodernamento e potenziamento delle tre linee alle spalle di Genova diverrebbero 2 milioni e 830.000. In caso di raddoppio della Voltri - Ovada e della Pontremolese e di interventi sulla Savona -Alessandria e Torino addirittura 10 milioni. Alla fine del 2005 i container del porto di Genova hanno superato di poco la cifra di 1.600.000, di cui solo 76.800 (come dimostrato al punto 4) instradati a nord sulle attuali tre linee ferroviarie alle spalle di Genova. Le previsioni del 1992 (primo progetto Supertreno Mi-Ge) erano per oggi di 5 milioni di teu, tre volte tanto. Rispetto all'anno scorso i container sono diminuiti dell'1,6%.
Mai nessuno ha preso in considerazione le proposte alternative basate sul rafforzamento degli attuali cinque valichi e intanto si sono persi 14 anni, 300 miliardi di lire in progetti, convegni, libroni patinati, "fori pilota" e mangerie varie, oltre ad annullare l'efficienza nelle linee esistenti su cui non si spende più un euro.
Forse progettualmente il Terzo Valico sarà una Grande Opera, ma grande solo nella scala dei valori dell'Inutilità e, dal punto di vista tecnico-politico, della Falsità




 

scritto da: titoville alle ore 09:28 | link | commenti
categorie: terzovalico
giovedì, 27 aprile 2006

 

sdSemplice, consapevole, tenace lo slogan che riecheggia per tutto il paese parte da una vallata, che unanime lo ha urlato nelle giornate di lotta dei mesi scorsi.

In questo sta la forza di una intera comunità locale consapevole di aver portato avanti da sola per 15 anni una lotta giusta assumendosene le responsabilità fin dall’inizio.

Si diceva sarà dura quando, a tavolino, di trovare alternative all’assurdo progetto dell’alta velocità.

Si diceva sarà dura nelle prime assemblee dei piccoli comuni della bassa e dell’alta valle.

Si ripeteva con veemenza durante i blocchi stradali e sicuramente suonò ancora più come monito nel momento del sanguinoso sgombero del presidio di Venaus del 6 dicembre scorso.

Il lungo e faticoso cammino di questa gente ha travolto il potere mediatico costituito, che dapprima in modo omertoso poi in modo fazioso, dava per scontato la realizzazione di una opera inutile come la TAV; fino all’8 dicembre quando quel sarà dura trasformato in minaccia e grida di vittoria venne urlato, scritto, sventolato mentre veniva riconquistato il presidio di Venaus.

Il vero elemento spiazzante per politici interessati, giornalisti ignoranti, imprenditori rampanti, e stata la spontaneità di questa lotta , dalle lontane radici di resistenza che ha unito come un solo uomo un’intera comunità restituendo dignità all’intero paese e riportando al centro delle decisioni la partecipazione popolare attiva.

L’eco assordante di questo slogan urlato nel mattino nevoso di Venaus giunge a Genova e vive anche nelle nostre valli dove l’assurdo progetto della TAV prevede la realizzazione di una sua arteria vitale: il terzo valico che prevede investimenti miliardari e la cancellazione di intere comunità nelle vallate liguri-piemontesi.

Le ragioni del no sono svariate e ciò è inoltre dimostrato dal fatto che la commissione VIA (valutazione di impatto ambientale) ha bocciato per 4 volte il progetto terzo valico (nel '94, '96, '98, '00 ) non solo per motivi ambientali, ma perché manca la giustificazione dell’opera. Infatti come si fa a giustificare un’opera che si pone lo scopo di velocizzare il trasporto merci, ma di fatto lo concentra su un’unica tratta (Genova-Milano) che sarà pronta solo tra 15 anni?

Genova necessita di soluzioni immediate,che passano dalla razionalizzazione dei porti liguri, pensati a livello di sistema integrato e non in competizione sfrenata tra loro; e che pensa al riuso e potenziamento delle linee esistenti più che sufficienti a soddisfare le necessità di trasporto merci del porto di Genova.

Oggi il governo ha autorizzato le ferrovie (RFI) a contrarre mutui per 319 milioni di euro per aprire i cantieri del terzo valico: con molto meno denaro sarebbe possibile completare il nodo ferroviario di Genova (Borzoli-Principe) e dotare la città di una linea ferroviaria metropolitana (Voltri-Pieve Ligure).

È, dunque, indispensabile una forte mobilitazione contro questo progetto inutile, consapevoli del fatto che:

A saià düa!


scritto da: titoville alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: terzovalico