Venerdì 27 luglio
Assemblea delle realtà di movimento territoriale.
Dopo ore di viaggio in vespa (primavera 125) giungo appena in tempo sul prato di Venaus per partecipare all'assemblea di tutti i comitati di lotta autorganizzati che in questi anni sono nati e hanno lavorato in tutta Italia. Ci sono i campani delle lotte contro le discariche e l'inceneritore di Acerra, ci sono i livornesi contro il rigassificatore, i vicentini del “NO DAL MOLIN”, naturalmente i NO TAV di tutte le zone interessate.
Nel corso dell'assemblea vengono illustrati i singoli percorsi di lotta e le prospettive comuni da poter portar vanti insieme. Da qualche mese infatti è nato il PATTO DI MUTUO SOCCORSO contro le nocività: una specie di coordinamento nazionale di tutti i comitati in lotta. In tutti gli interventi veniva ribadito il concetto di non avviare all'interno del patto un percorso per la creazione di un nuovo partito dei movimenti, ma di fare di quel luogo di discussione uno spazio pubblico attraversabile dove si organizzano mobilitazioni unitarie e momenti di confronto orizzontali.
Dal tenore degli interventi si percepisce un evidente preoccupazione per l'attuale fase politica del paese, soprattutto le future alleanze nella sinistra, infatti in molti territori sono proprio i dirigenti della Sinistra Democratica i fautori degli assurdi progetti contestati dalla popolazione. L'esempio più eclatante a Livorno dove il maggior sponsor dell'offshore è il ceto politico DS oggi passato tutto a SD (evidentemente cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia!!!).
Dai no tav le critiche più dure all'attuale fase di governo del paese, è comprensibile dato che dopo la crisi al terzo punto dei famosi 12 punti di Prodi c'è proprio la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione. Da qualche tempo si è attivato a Roma e a Torino un osservatorio istituzionale sulla TAV, in valle lo paragonano alla vasellina, questo osservatorio è formato da due tavoli: uno politico con governo e istituzioni locali e uno tecnico presieduto da M .Virano conosciuto a susa soprattutto per essere colui che ha sponsorizzato la nuova autostrada, che ha prosciugato le falde acquifere di mezza valle. Nonostante le preoccupazioni i risultati dell'osservatorio dimostravano chiaramente che l'attuale linea ferroviaria potrebbe, triplicando i treni, supplire all'esigenza di trasporto che sta alla base della linea ad alta velocità. Ma a questo punto interviene il governo che dopo la convocazione dei sindaci della val susa e della valle sangone dichiara che c'è un nuovo tracciato condiviso coi sindaci e quindi la TAV si farà. Ciò si dimostra in poco tempo solo fumo negli occhi per i media poiché nel giro di pochi giorni tutti i consigli comunali esprimono tramite delibere la loro netta contrarietà e nuove manifestazioni (censurate da tutta la stampa) riportano migliaia di persone per le strade.
È chiaro che ormai la fiducia anche verso questo governo è crollata, lo stesso Pecoraro Scanio ministro all'ambiente dell'attuale esecutivo, protagonista di un affollatissimo comizio poco più di un anno fa, oggi quando viene in val susa lo fa in segreto in qualche sala affittata negli alberghi a 4 stelle per paura di contestazioni.
Oltre che al rapporto con le istituzioni e la politica nazionale si è discusso molto di violenza e non violenza, su questo tema voglio riportare il ragionamento di Alberto del comitato lotta popolare contro la TAV. Alberto inizia il suo intervento citando Gandhi: “tra un violento e un vigliacco preferisco un violento” qualcuno ha cercato di far passare la non violenza come il volemose bene atto a non disturbare il manovratore, ma in val di susa come anche a vicenza la gente ha solo dimostrato la forza delle sue idee in maniera convinta e si è limitata a disobbedire in modo pacifico all'arroganza e alla violenza di un sistema tarato solo sulle esigenze del mercato globalizzato. Da tutti il dibattito nazionale sulla violenza e non-violenza è considerato come un vicolo cieco.
Infine le proposte: oltre a continuare e rafforzare il patto vengono indicate da ogni gruppo date per cortei in ogni territorio, nello spirito del patto si decide che ogni volta ci siano momenti di particolare mobilitazione in un particolare luogo, gli aderenti alla rete nazionale organizzeranno presidi o altre iniziative di solidarietà nei propri territori con il fine di informare la popolazione di ciò che avviene. Particolare attenzione invece per la vicenda del DAL MOLIN, i lavori infatti dovrebbero partire dalla seconda metà di settembre sarà dunque necessaria una partecipazione di massa nella città veneta.