Il patto di mutuo soccorso
esperienze di rete tra comunità resistenti
Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso è uno strumento al servizio di chi nel nostro paese lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche.
E' una cornice entro cui si ritrovano le diverse realtà che aderiscono al Patto per mettere in relazione le esperienze e le lotte, ma non è una sede decisionale: è piuttosto un contenitore per valorizzare queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune; è un sostegno per dare loro maggior visibilità e in questo modo rafforzarle e aiutarle a crescere; è un supporto per una memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire dalle sconfitte subite; è una sede in cui praticare la solidarietà e l'aiuto reciproco.
ore 15,00 - piazza Tazzoli (sestri ponente)
Festa della sinistra
Partecipano rappresentanti dei comitati resistenti:
Amici Del Chiaravagna, C'era Una Volta Il Mare, Comitato Antigronda della Valpolcevera, Comitato per Scarpino, Comitato Valli voltresi
interviene: Valentina Cancelli (Movimento NoTav)
coordina Giuseppe Gonella (Forum Sinistra Europea)
Sabato 28 luglio



Alle 3 del pomeriggio il paese di Giaglione, appena sopra Venaus, era già pieno di bandiere notav un migliaio ha raddoppiato per un ora la popolazione di questo sonnolento paesino della media valle. La marcia è l'occasione per un sopralluogo collettivo delle zone che saranno interessate dal passaggio della linea Torino-Lione, come indicato dall'ultimo tracciato: le gorge. Gorge è un termine valsusino per chiamare i canyon. Questo canyon formatosi durante la terza de-glaciazione si estende da Giaglione a Chiomonte ed è solcato dalla Dora, uno dei fiumi più importanti della valle già privato della maggior parte delle proprie acque da una centrale idroelettrica e dal prosciugamento delle falde in seguito alla costruzione dell'autostrada. Il corteo si sviluppa lungo questo tragitto ed ha lo scopo di formare a Chiomonte un presidio permanente sullo stile di quello di venaus. La microeconomia di Chiomonte è basata sulle coltivazioni del vitigno autoctono Avanà recuperato 15 anni dai giovani del paese. La proposte beffa del ministro Di Pietro, che oltre a voler far passare una galleria lunga chilometri sotto montagne cariche di amianto devastando uno dei più bei paesaggi della fascia pre-alpina, è , tramite la costruzione di una diga di allagare tutte le coltivazioni di Avanà per formare un lago artificiale, considerandolo il risarcimento “turistico” per gli abitanti di Chiomonte.
All'arrivo del corteo già decine di abitanti ci attendevano e 2 di loro hanno offerto la loro cantina per costruire un punto di contro-informazione sulla TAV. La lotta riparte quindi da qui Chiomonte media valle.
PAVANELLO: GIARDINI NON PARCHEGGIO
Durante il consiglio di circoscrizione tenutosi il 13/12/06, tra gli altri argomenti, si è a lungo dibattuto sulla proposta della realizzazione di 90 box e circa 25 posti auto sotto i giardini Pavanello in circa un anno e mezzo di previsti lavori.
Per la realizzazione di detti box e parcheggi erano state raccolte numerose firme a supporto di un parere favorevole, il progetto era gia stato respinto in una sua precedente presentazione che peraltro vedeva meno box e più posti auto a disposizione dei/delle cittadini/e, nel dibattito sono emerse contrastanti posizioni: la indiscussa necessità di parcheggi nella nostra delegazione, la particolare ubicazione del progetto in esame che rendono tale disegno di difficile esecuzione, il mancato trasferimento della rimessa AMT in altra zona.
I giardini Pavanello, con tutte le lecite critiche che meritano, sono comunque gli unici giardini a disposizione della nostra comunità, l’unico pezzetto di verde superstite e sono inoltre antistanti un importante polo scolastico. Non si capisce bene perché il favorire l’acquisto di 90 box a valle di tutti i disagi connessi all’operazione possa cambiare in meglio la vita di TUTTA la nostra delegazione.
Nel fare presente quanti disagi presenta una simile proposta: lavori per un anno e mezzo (previsto) significa che chiunque debba raggiungere o frequentare le scuole presenti lo farà attraverso un cantiere in attività, fango, polvere, rumori, ovviamente finestre chiuse nel periodo estivo e comunque fino al termine dei lavori anziani e bambini, abituali frequentatori non avrebbero più neanche quel poco a disposizione.
Ci siamo sentiti dire che dobbiamo smetterla di nasconderci dietro patetiche storie di vecchi e bambini e di fare della retorica ideologia. Pensiamo ancora che i diritti e la dignità di un anziano o quelli di un bambino contino più di un box privato. E' per questo che abbiamo bocciato questo assurdo progetto.
DANEO GIOVANNI
consigliere P.R.C. c.d.c. centro-ovest

sospensione del divieto di transito ai mezzi pesanti dalle ore 17 alle ore 20 nelle
Vie Avio Molteni Pacinotti e Pieragostini
Il comitato di quartiere delle vie Avio Molteni Pacinotti e Pieragostini protesta vibratamente per la sospensione del divieto di transito ai mezzi pesanti dalle ore 17 alle 20 nelle suddette vie, deciso in questi giorni dalla Civica Amministrazione, protesta che riguarda sia il merito che la forma.
Infatti non si riesce francamente a capire quale effetto miracoloso sulla viabilità in generale possano avere 3 ore di divieto, a maggior ragione se la sospensione non viene estesa a tutti i mezzi. Poiché si discute di modifiche e di revoche all’ordinanza dal giorno immediatamente successivo alla sua entrata in vigore, ci auguriamo che i lavori in Via Colano non costituiscano un pretesto che sappiamo essere atteso da più parti. Una spiegazione da parte degli assessori che hanno proposto l’ordinanza e dal sindaco che l’ha firmata ci è dovuta.
Gravi sono anche gli aspetti formali: come sempre i cittadini maggiormente coinvolti sono stati messi di fronte a una decisione già presa e inoltre – ma anche questa comincia a non essere più una novità – non è stata informata neppure la Circoscrizione.
Da parte nostra abbiamo sempre evitato di entrare in polemica con le istituzioni, ma l’atteggiamento tenuto dai nostri amministratori su questa e su molte vicende che riguardano Sampierdarena è inqualificabile.
Il divieto doveva infatti essere il primo di una serie di provvedimenti volti a ridurre il traffico, stanti i reiterati sforamenti rilevati dalla centralina ed il costante rischio per l’incolumità pubblica, rappresentato proprio dalla convivenza di un elevato traffico veicolare con la presenza dei TIR.
Invece non è stato fatto nulla a livello di disciplina del traffico, né si è mai tentata una mediazione per contenere le proteste degli autotrasportatori, che del resto hanno continuato a violare il divieto, mentre la Polizia Municipale non è mai parsa molto motivata nel farlo rispettare.
Nello stesso tempo aumentano gli insediamenti che attirano traffico e si insiste con protervia nel voler ampliare il porto davanti a Sampierdarena, senza tenere in alcun conto le conseguenze su un territorio che già oggi, dal casello di Genova Ovest al Ponte Pieragostini, vive in uno stato di costante saturazione.
Questo amministrazione si sta dimostrando palesemente incapace di tutelare i cittadini e di programmare saggiamente tanto il presente quanto il futuro della città.