comitato cittadini di SAN PIER D'ARENA

giovedì, 27 aprile 2006

COLA CEMENTO SUL NOSTRO QUARTIEREcemento
(dal n.3 del chico mendes)

Accolto con favore già da alcuni esponenti dell’amministrazione cittadina, un altro incubo di cemento sta per
abbattersi su San Pier d’Arena con l’abusato pretesto della “riqualificazione delle aree”: il progetto riguarda il piazzale della vecchia sede ENEL di Via Pacinotti e comprende un grattacielo con una settantina di appartamenti, adibiti prevalentemente a uffici, una nuova sede per il mercato comunale, un parcheggio interrato, servizi e altro ancora, il tutto a ridosso delle vicine abitazioni.

L’area interessata è attualmente in uno stato di semi-abbandono, ma è soprattutto un’area “bianca”, ovvero un’area soggetta a trasformazione ma non destinata ad alcun uso particolare, industriale o commerciale. E poiché per creare una sede idonea per il mercato è sufficiente un edificio di 1 o 2 piani al massimo, lo spazio rimanente potrebbe – anzi dovrebbe essere finalmente messo a disposizione di un quartiere dove tutti gli spazi sono stati inghiottiti dai servizi e nel quale la mancanza di verde o di aree  pedonalizzate è drammatica.  Né si capisce per quale strategia e con quali vantaggi tutto quello che si libera, da San Benigno alla Fiumara, debba essere ricoperto con blocchi di cemento oggettivamente brutti dal punto di vista urbanistico, estranei al territorio o addirittura in conflitto con esso.

Ma soprattutto risalta la sensibilità del Comune di Genova che, ai cittadini che da anni chiedono interventi strutturali per ridurre il traffico, risponde intensificando le strutture che il traffico lo generano e lo attirano, continuando nello stesso tempo a ignorare il legittimo desiderio di partecipare alla trasformazione del proprio quartiere che si manifesta proprio attraverso la formazione di comitati spontanei.

E non è finita: girano voci di un’altra palazzina di 3 piani all’interno della Fiumara per ospitare uffici (mentre ancora non si trovano acquirenti per quelli liberati pochi mesi fa dalla ASL di Via Molteni…) e di una gemella della Torre Finmeccanica da erigere in Via Pieragostini, nell’area che oggi ospita un deposito containers, platealmente incompatibile con la viabilità e la vivibilità del quartiere, che da anni infatti ne chiede lo spostamento.

Cemento a levante e altro cemento a ponente, cemento sulle alture e altro cemento anche in mare, è possibile commentare lo scempio che si ripete da anni sul nostro territorio senza far ricorso alla volgarità? 

Esistono parole adeguate per descrivere l’arroganza e l’ottusità di progetti che sfigurano irrimediabilmente un quartiere, ne cancellano la memoria, minacciano la salute di chi vi vive e portano traffico, rumore, inquinamento?

Contro il progetto di questo nuovo grattacielo – e contro tutti i progetti che non tengono in alcuna considerazione le più elementari esigenze dei cittadini – è  già cominciata una raccolta di firme, promossa dai comitati di quartiere, rivolta a tutti coloro che non accettano la cementificazione dissennata di tutti gli spazi come unica ipotesi di sviluppo.

 Roberta Mongiardini
ceraunavoltailmare@libero.it

 

 

 

 


scritto da: titoville alle ore 19:45 | link | commenti (1)
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Commenti
#1   15 Maggio 2006 - 15:47
 
Ma cosa continuano a costruire questi coglioni?
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