comitato cittadini di SAN PIER D'ARENA

giovedì, 27 aprile 2006

 

sdSemplice, consapevole, tenace lo slogan che riecheggia per tutto il paese parte da una vallata, che unanime lo ha urlato nelle giornate di lotta dei mesi scorsi.

In questo sta la forza di una intera comunità locale consapevole di aver portato avanti da sola per 15 anni una lotta giusta assumendosene le responsabilità fin dall’inizio.

Si diceva sarà dura quando, a tavolino, di trovare alternative all’assurdo progetto dell’alta velocità.

Si diceva sarà dura nelle prime assemblee dei piccoli comuni della bassa e dell’alta valle.

Si ripeteva con veemenza durante i blocchi stradali e sicuramente suonò ancora più come monito nel momento del sanguinoso sgombero del presidio di Venaus del 6 dicembre scorso.

Il lungo e faticoso cammino di questa gente ha travolto il potere mediatico costituito, che dapprima in modo omertoso poi in modo fazioso, dava per scontato la realizzazione di una opera inutile come la TAV; fino all’8 dicembre quando quel sarà dura trasformato in minaccia e grida di vittoria venne urlato, scritto, sventolato mentre veniva riconquistato il presidio di Venaus.

Il vero elemento spiazzante per politici interessati, giornalisti ignoranti, imprenditori rampanti, e stata la spontaneità di questa lotta , dalle lontane radici di resistenza che ha unito come un solo uomo un’intera comunità restituendo dignità all’intero paese e riportando al centro delle decisioni la partecipazione popolare attiva.

L’eco assordante di questo slogan urlato nel mattino nevoso di Venaus giunge a Genova e vive anche nelle nostre valli dove l’assurdo progetto della TAV prevede la realizzazione di una sua arteria vitale: il terzo valico che prevede investimenti miliardari e la cancellazione di intere comunità nelle vallate liguri-piemontesi.

Le ragioni del no sono svariate e ciò è inoltre dimostrato dal fatto che la commissione VIA (valutazione di impatto ambientale) ha bocciato per 4 volte il progetto terzo valico (nel '94, '96, '98, '00 ) non solo per motivi ambientali, ma perché manca la giustificazione dell’opera. Infatti come si fa a giustificare un’opera che si pone lo scopo di velocizzare il trasporto merci, ma di fatto lo concentra su un’unica tratta (Genova-Milano) che sarà pronta solo tra 15 anni?

Genova necessita di soluzioni immediate,che passano dalla razionalizzazione dei porti liguri, pensati a livello di sistema integrato e non in competizione sfrenata tra loro; e che pensa al riuso e potenziamento delle linee esistenti più che sufficienti a soddisfare le necessità di trasporto merci del porto di Genova.

Oggi il governo ha autorizzato le ferrovie (RFI) a contrarre mutui per 319 milioni di euro per aprire i cantieri del terzo valico: con molto meno denaro sarebbe possibile completare il nodo ferroviario di Genova (Borzoli-Principe) e dotare la città di una linea ferroviaria metropolitana (Voltri-Pieve Ligure).

È, dunque, indispensabile una forte mobilitazione contro questo progetto inutile, consapevoli del fatto che:

A saià düa!


scritto da: titoville alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: terzovalico

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