Alcune osservazioni sul porto….
Il porto è una delle principali risorse di questa città, se non la prima e su questo c’è ben poco da discutere.
Tuttavia sembra esserci molta miopia da parte di chi vorrebbe ampliare gli spazi e le capacità del porto di Genova per attirare nuovi traffici senza tenere conto degli evidenti limiti del territorio circostante.
Non ci sono infrastrutture adeguate e la costruzione di infrastrutture adeguate spesso implica un ennesimo sacrificio per quartieri già devastati, aggiungendo degrado al degrado in una spirale che potrebbe non fermarsi mai. L’esempio delle famiglie le cui case verranno demolite per la riedificazione del Ponte Morandi è in un certo senso illuminante: prima gli hanno costruito un ponte sopra la testa e ora gli demoliscono la casa per tirare giù il ponte e farne uno più grande… E siamo sicuri che lo stesso rischio non lo corrano anche gli abitanti di Via Cantore e del Fossato, sui quali pende il progetto del collegamento diretto tra porto e casello autostradale?
Ma come qualcuno ha recentemente scritto, anche su questo blog, cosa dovrebbe fare chi vive in posti dove la concentrazione delle servitù ha già superato ogni livello di sostenibilità? Andarsene o rassegnarsi al fatto che ogni ulteriore deturpazione è legittima in un ambiente già deturpato?
A seguito di vari incontri con cittadini e istituzioni, tra cui la Circoscrizione e la stessa Autorità Portuale, gli esponenti dei comitati di quartiere di Sampierdarena hanno elaborato un documento con le loro osservazioni sul porto a Sampierdarena. Il documento, oltre a denunciare i soliti problemi, tenta di proporre soluzioni che siano anzitutto meno penalizzanti per il territorio, pur consentendo al porto di lavorare: si tratta di semplici indicazioni, che potrebbero però costituire lo spunto almeno per avviare una riflessione sul futuro della nostra delegazione e non solo.
A cura dei Comitati di Sampierdarena
