Leggo sui quotidiani locali di ieri che l’arcivescovo di Genova benedice il nuovo waterfront di Renzo Piano.... bene, si sentiva la mancanza di un illustre sostenitore dell'affresco, arruolato nell'esercito dei tanti ammiratori che sostengono un progetto, che a me povera profana appare un tantino megalomane e vagamente classista, senza spingere lo sguardo aldilà dei moli, sulle strade e tra la gente.
Già c’era il nostro quasi-ex sindaco a sottolineare che a ponente ci vanno le attività produttive e a levante le attività residenziali… come se il ponente di Genova fosse quello che Port de Fos è per Marsiglia.
Ora ci si mette anche il nostro Arcivescovo a ribadire il concetto: nel porto antico la bellezza e nel ponente il lavoro e il futuro di Genova.
Come dire che alcuni godono e altri pagano…
Ma che barba, è mai possibile che tutte le voci che si alzano per parlare dell’affresco debbano essere solo di incondizionato entusiasmo? E’ possibile che mai nessun timido dissenso emerga dal coro delle lodi e dei complimenti? O che qualsiasi accenno ai problemi che il porto crea alla città (e ne crea parecchi) debba essere preventivamente censurato come se si volesse mettere in discussione un dogma?
Solo venerdì scorso c’è stata un’assemblea pubblica a Sampierdarena organizzata dai comitati di quartiere, nel corso della quale sono stati discussi i vari progetti che incombono sulla delegazione, dai riempimenti dei moli che sono tanto piaciuti all’arcivescovo, alla gronda autostradale che si fa spazio nelle case e sulla pelle delle persone…
Un’assemblea che si è svolta in un clima sereno e consapevole, che fino all’ultimo ha tenuto vivo l’interesse delle numerose persone presenti e che è stata snobbata dalla politica, con poche lodevoli eccezioni, nonostante il ruolo fondamentale che questa piccola parte di territorio gioca da sempre nell’economia di Genova…
Poteva essere un’occasione per tastare l’insofferenza di un’altra cospicua fetta della cittadinanza del Ponente nei confronti di questa smania di grandi progetti, un’occasione per ascoltare e rendersi conto della maturità delle molte persone intervenute e per sentire parlare di affresco in termini diversi da quelli che siamo soliti leggere sui giornali.
Un’occasione (imperdibile) per sentire il waterfront di Renzo Piano, nella foga di uno dei tanti interventi, involontariamente ribattezzato “vaterfront”….
Roberta Mongiardini
Comitato Vie Avio-Molteni-Pacinotti
C’era una volta il mare ….. – …. almeno ridateci l’aria!