comitato cittadini di SAN PIER D'ARENA

martedì, 30 maggio 2006

Urbanistica e politiche del territorio: Sampierdarena un'esempio di identità violata

Sampierdarena, la delegazione genovese dove vivono e lavorano alcune decine di migliaia di cittadini sarà attraversata nei prossimi due lustri da un ciclone di opere immobiliari e infrastrutturali che ne ridisegneranno completamente l'identità. Elenchiamo qui le maggiori, le più note, alcune già approvate, altre in via di definizione: tre grattacieli, uno in zona San Benigno e due davanti a Fiumara (area enel e area fs), il tunnel sotto il porto, la strada a mare, il ponte per la strada a mare, i nuovi ponti ferroviari sul Polcevera, la ristrutturazione del nodo autostradale di Genova ovest, l'area per le aziende artigiane in via Dino Col (ex area Fiat), la ristrutturazione in via Reti (area rimessa Amt), il nuovo ponte autostradale per la gronda ovest a fianco del ponte Morandi, l'abbattimento successivo del ponte Morandi, i necessari espropri delle case da abbattere in via Walter Fillak, dulcis in fundo (si fa per dire) i riempimenti del porto (una stima prudente valuta in 250 camion di terra al giorno con autorizzazione al transito in via Cantore).

Tutte queste iniziative, che siano lodevoli o deprecabili al momento poco interessa insisteranno nella stessa area per un decennio facendo polpette di ogni idea di città sostenibile, di ogni vincolo ambientale di qualsiasi strategia di progettazione partecipata. Ma la ragione è gia bella e pronta: l'ineludibile interesse collettivo,il progresso, l'economia, il lavoro, l'ambiente. Tutte affermazioni più volte fatte e ripetute in epoche diverse dai nostri amministratori e tutte più e più volte disattese. L'esempio più significativo per tutti è Voltri un area cittadina fatta a pezzi nel superiore interesse pubblico che ha ucciso ogni idea di sostenibilità sulla linea costiera ovest della città con riempimenti al cromo esavalente.

E che dire dell'economia? In una fase di intenso sviluppo dei traffici marittimi in tutto il mondo Voltri è ferma a livelli trascurabili, le aziende concessionarie sono tutte multinazionali non genovesi e nemmeno italiane , i lavoratori sono poche centinaia e con un reddito e dei diritti anni luce minori dei loro predecessori. Insomma un saldo totalmente passivo per la città, il suo territorio e i suoi abitanti. Una esperienza simile toccherebbe nelle intenzioni dei nostri amministratori anche a Sampierdarena. A questa ipotesi di dissoluto assalto alla diligenza in puro far west con Davy Croket/Renzo Piano e Buffalo Bill/Bruno Gabrielli (assessore all'urbanistica del comune) noi diciamo un sentito e inappellabile no. Èimpensabile che un'identità culturale di un territorio come quello di Sampierdarena sia fatta a pezzi senza alcun disegno organico se non quello del profitto senza limiti, che nel programmare tutte queste opere non vi sia alcuna visione strategica nella cornice delle proposte europee, che la salute e l'ambiente dei cittadini siano un fastidioso pendant per amministratori e imprenditori da risolvere con qualche sparuto alberello ficcato a forza in cassoni di cemento, o qualche indennizzo (compensazione).

La salute e la vivibilità ambientale non son eludibili, è a partire da questi due pilastri che intendiamo confrontarci con tutti. Uno slogan sempre attuale spicca da uno striscione annerito dai gas di scappamento in via Avio: "c'era una volta il mare...". Adesso non c'è più, e al suo posto gas e traffico, rumori e disagi di tutti i tipi. Bene se vogliamo essere credibili ricominciamo dal mare restituiamo il mare alle decine di migliaia di genovesi che se lo vogliono vedere si devono comprare le cartoline, se vogliono fare il bagno devono andare in riviera in tutto e per tutto simili ai milanesi o ai torinesi. Questa è la scommessa da vincere: una città vivibile per tutti in cui l'ambiente è una risorsa, in cui i cittadini sono i testimoni più credibili di una amministrazione attenta ai loro interessi, in cui il futuro sia una scommessa da vincere per tutti, anche per i soliti, troppi "ignoti" di Sampierdarena e di tutta la città

Andrea Agostini (Legambiente)


scritto da: titoville alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: viabilita, tir , terzovalico, sampierdarena
lunedì, 15 maggio 2006

lunedì 29 alle ore 9.00 a Dinegro presidio-volantinaggio per il ripristino della linea 32...


grande partecipazione all'iniziativa dei comitati spontanei di san teodoro per il ripristino della linea 32. circa 200 persone oggi hanno bloccato il traffico in zona dinegro accogliendo il consenso delle persone che trasitavano per la zona e dei clienti ( come li chiama amt) dei vari autobus bloccati nel corso del blocco. Ci sono stati alcuni momenti di tensione all'arrivo della polizia che ha minacciato i manifestanti, per lo più donne anziane,  di sgombero nel caso il blocco si fosse prolungato.
Ma oggi non si poteva fare altro che  ascoltare le istanze dei cittadini, pratica da troppo tempo sconosciuta dall'amministrazione pubblica.

http://www.buridda.org/audio/V005.WAV ">ascolta il contributo audio1: comitati di san teodoro
http://www.buridda.org/audio/V006.WAV">ascolta il contributo audio2: segretario circolo PRC san teodoro

MARTEDì 30 APPUNTAMENTO IN CONSIGLIO COMUNALE ALLE ORE 14.30

...LA LOTTA CONTINUA...


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C’ERA UNA VOLTA IL TRASPORTO PUBBLICO

Le conseguenze della privatizzazione di AMT non tardano a presentarsi nella vita quotidiana dei cittadini genovesi.

Prima di tutto un passo in dietro per rinfrescare la memoria: Venerdi 19 novembre 2005 si formalizza a Genova la  prima privatizzazione di un servizio di trasporto pubblico in Italia. E’ la società francese TRANSDEV che si “aggiudica” la gara per l’acquisto del 41% della Azienda municipalizzata trasporti (Amt) di Genova, versando circa 22 milioni di euro.

La proposta di piano industriale presentata dai francesi chiedeva  l'aumento del biglietto del bus nella misura del 30%, in mancanza del quale gli Enti locali avrebbero coperto la differenza, il blocco degli integrativi salariali sino al 2011, il parziale blocco del turnover per il personale di guida, l'applicazione per i neoassunti dei contratti flessibili previsti dalla legge 30 (legge Biagi). Inoltre Transdev ottiene dal Comune misure compensative - penali: 40 mila euro per ogni km non fatto (Corsie gialle riservate 11 km nel 2006 per arrivare a 18 chilometri nel 2007); 30 euro all'anno per ogni posto auto a pagamento non fatto nelle zone blu (10 mila entro nel giugno 2006).

Veniamo ad oggi: dietro al ritornello nauseante degli assessori Margini e Merella: “per favorire l’interscambio…” vengono tagliati chilometri di corse. L’esempio più vergognoso e senza dubbio quello della linea 32 che da largo San Francesco da Paola portava gli abitanti di San Teodoro in centro città, ma dal giorno alla notte viene ridotto a poco più di un ascensore, infatti oggi il 32 arriva solo fino a Dinegro, tutto ciò ha scatenato l’ira dei residenti che è sfociata, mercoledì 10/5, in blocchi stradali nella zona di san teodoro con protagonisti sia i “clienti” (così vengono ormai chiamati i cittadini da AMT)  e gli stessi autisti, che bloccati i mezzi si univano senza esitazione ai presidi apponendo anche la loro firma tra le 2000 raccolte dal locale circolo di Rifondazione Comunista, in poco più di 2 ore.

Martedì 16 queste firme verranno consegnate al sindaco Pericu durante un  consiglio comunale che si preannuncia infuocato: infatti oltre alla questione del 32 c’è anche quella delle striscie gialle di via Reti operazione che AMT ha compiuto con un bliz nella notte di un mesetto fa. Risultato un intero quartiere bloccato e un tasso di inquinamento atmosferico giunto ai livelli di guardia giungendo   all’obbiettivo opposto della funzione  delle corsie preferenziali o come più furbescamente vengono chiamate dal Comune “corsie di qualità”. Ecco cosa succede quando un quartiere viene modificato senza il convolgimento e la partecipazione dei cittadini, ma solo per evitare ulteriori penali da pagare alla TRANSDEV.

In conclusione possiamo solo aggiungere che la privatizzazione di AMT non ha creato un miglioramento del servizio al contrario, facendo arricchire solo l’azienda ha aumentato la precarietà e l’incertezza di chi l’autobus lo usa e di chi l’autobus lo guida.

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Genova, 16/5 palazzo Tursi.

Sono state consegnate le oltre 2000 firme al sindaco Pericu, il quale non ha mostrato il ben che minimo interesse ai problemi dei cittadini e alle rivendicazioni dei cittadini. Ha infatti dichiarato che ben 20 tecnici hanno detto che così va bene e i tagli alle corse degli autobus sono necessari.

Perché non lo viene a spiegare in l.go san francesco agli anziani, studenti e lavoratori che hanno firmato la petizione e hanno bloccato il traffico mercoledì scorso?

Perché non va nelle scuole del quartiere che hanno scritto lettere e vivono un disagio enorme senza più quel bus?

La palese giustificazione è che la logica di mercato alla quale si è piegata il trasporto pubblico locale impone dei tagli legati solo al mero bilancio economico. Aggiungete a questo anche l’incompetenza di amministratori comunali (sindaco e merella) in testa che non riescono a tutelare minimamente gli interessi dei cittadini.

Prossime mobilitazioni: giovedì ore 14.30 consegna delle firme alla direzione di AMT s.p.a. in via Montaldo.

Settimana prossima manifestazione in via Bologna (San Teodoro).

 


 


scritto da: titoville alle ore 09:46 | link | commenti (3)
categorie: viabilita, amt
venerdì, 05 maggio 2006

ATTENZIONE!!!
DA OGGI PER 2 SETTIMANE PUBBLICHEREMO OGNI GIORNO UNA DEI 12 RAGIONEVOLI MOTIVI PER DIRE NO AL TERZO VALICO
DIMOSTRANDO LA SUA INUTILITA'

 Tesi errata n.1
 SENZA LA GENOVA-TORTONA MANCHEREBBERO I COLLEGAMENTI FRA LIGURIA E PIANURA PADANA
 In realtà i collegamenti con la Liguria sono abbondanti, sia tramite autostrade che strade statali e linee ferroviarie.
 In particolare alle spalle di Genova vi sono: Due Strade Statali , Due Autostrade,
 Due linee ferroviarie dei Giovi passeggeri e merci a doppio binario,
 Una linea ferroviaria Voltri-Ovada ad unico binario ma con già disponibile il sedime per il raddoppio .

Tesi errata n.2

LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
In realtà le attuali tre linee che partono da Genova-Voltri sono ampiamente sottoutilizzate. Nelle ore notturne, per lunghi periodi non transita un treno. I passeggeri che percorrono l'intera tratta Genova-Milano e viceversa
non superano i quattromila. La potenzialità attuale, con una serie di piccoli interventi di ammodernamento e razionalizzazione, è di ulteriori 180 treni. Secondo lo studio Zambrini l'unico tratto con eventuali rallentamenti può essere la Tortona-Voghera, in comune fra la Milano-Genova e la Torino-Bologna. In questo caso basterebbe un terzo binario dotato di blocco automatico banalizzato per aumentarne notevolmente le potenzialità.
E il flusso delle merci - previsto nel 1996 da chi voleva l'opera in crescita esponenziale e per il 2005 a quota 5 milioni di teu - è invece sceso dell'1,5% nell'ultimo anno (la previsione era del + 13%) ed è salito, dal 1970 al 2002, complessivamente del 3,52%, ossia dello 0,11 all'anno!

Tesi errata n.3
IL TERZO VALICO É INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DELLA LIGURIA
In realtà è vero il contrario. Togliendo risorse (e tutto denaro pubblico) alla ricerca, all'innovazione e al risanamento dell'industria in crisi profonda, e soprattutto al raddoppio delle altre linee essenziali, come la Pontremolese e la
Genova-Ventimiglia, il Terzo Valico non apporterà alcun vantaggio, anzi… Per Genova il problema fondamentale è il nodo ferroviario che va quadruplicato da Voltri a Pieve ligure. Si diceva la stessa cosa per la Voltri-Borzoli, un'opera dall'impatto ambientale disastroso che ha tolto la visibilità del mare agli abitanti di
Voltri, Pra e Palmaro e Pegli. Il "mostro" di cemento vede ora il transito di due treni merci al giorno fatti venire da Savona per fare il giro sino a Ovada e Alessandria e ciò con lo scopo dichiarato di non far arrugginire i binari nuovi intaccati dalla salseside. Duecento miliardi di lire spesi, con successivo incredibile commento:
"Ci siamo sbagliati, non serviva"

Tesi errata n.4
IL TAV TOGLIERÀ I TIR DALLE AUTOSTRADE
In realtà, tanto per cominciare, i 7-10 anni di cantiere necessari a costruire il Terzo Valico porteranno sulle strade della valle Scrivia e dell'Alessandrino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno dall'autostrada alla nuova ferrovia?
Attualmente il rapporto merci su ferrovia e merci su Tir è di 8 a 92. Quindi, ora, visto che i contenitori sbarcati a Genova nel 2005 sono 1.600.000 e che il 40% di questi viene o reimbarcato per altri porti o va verso est e verso ovest e quindi ne rimangono 980.000, solo 76.800 container all'anno finiscono sui treni. Ammesso che si raggiunga il super eccellente risultato di passare dall'8% al 30% che tutti ci auguriamo, si arriverà a 230.400 container all'anno, con una potenzialità attuale, come abbiamo ricordato al punto 2, di ulteriori 180 treni al giorno, ossia di 2.830.000 teu all'anno.
 
Tesi errata n.5
CHI PROTESTA È EGOISTA E NON PENSA AGLI INTERESSI DELL'ITALIA
In realtà basterebbe percorrere la valle Scrivia da Tortona a Serravalle-Arquata e poi scendere dall'altra parte verso Genova per capire immediatamente quanto i circa 100.000 abitanti di queste zone abbiano già subito a livello di infrastrutture: autostrade, aree logistiche, giganteschi centri commerciali, oleodotti, raffinerie,
industrie a rischio, elettrodotti. Una cementificazione selvaggia, indifferente alla tutela ambientale e addirittura priva di ogni decenza. E poi, parliamoci chiaro: qui non si tratta di interessi nazionali o chiamateli come volete. L'Alta Velocità è stata progettata come la grande truffa del secolo, con finti finanziatori, con finte necessità, con finti appalti e con un aspetto assai concreto: le unghie rapaci delle lobbie economico-politiche che l'hanno inventata. Si vadano a tal fine a leggere i verbali di Mani pulite, degli interrogatori Necci e il libro del giudice Imposimato. Vittime di questi interessi "superiori" sono il territorio da saccheggiare, i suoi abitanti e chi realmente ha necessità di un sistema ferroviario degno di un paese civile, sistema ferroviario che non è certo quello che abbiamo sotto gli occhi oggi e ciò anche per colpa del drenaggio di risorse economiche operato dall'Alta velocità e da coloro che ci vengono a sgridare (o a manganellare) perché non siamo capaci di sacrificarci per il progresso (il loro) e per un futuro radioso (sempre il loro) .

Tesi errata n.6
IL TERZO VALICO PORTA LAVORO AL BASSO PIEMONTE
In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario e di trasfertisti(come accade nel mugello). Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i nostri Comuni, oltre alle difficoltà di inserire cantieri con 400-500 persone in
comunità addirittura più piccole, arrriverebbe anche un bel problema: la mafia e l'illegalità.
Si ricordi che solo per il tentato, e fallito, via tramite i cunicoli esplorativi di Voltaggio e Fracconalto è in corso un processo con un capo di imputazione pesantissimo: Truffa nei confronti dello Stato. Turbative d'asta sono già state individuate a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!
Inoltre, visto che si tratta di merci in transito (625 teu per posto di lavoro) e non di merci da lavorare (17 teu per posto di lavoro), ci sarà ben poco da friggere, a livello occupazionale, per gli scali di San Bovo, di Alessandria e di Rivalta, mentre le cose cambiano completamente per i proprietari delle aree logistiche più attrezzate.

Tesi errata n.7
LA LINEA E' QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà fa malissimo!!! Il tracciato prevede una galleria di 39 km all'interno dell'Appennino. Chi ha seguito la questione della cava Cementir e dell'acquedotto della Val Lemme ricorderà gli studi che appuravano la presenza di rocce
amiantifere.
Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo e i nostri amici di Casale lo sanno bene. L'amianto è un materiale fuori legge dal 1977.
Il tunnel si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, 'finestre'. Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. Ricordiamo a tal fine le preoccupazioni del Comune di Arquata che ha espresso parere contrario all'opera.
E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all'impatto ambientale dell'opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull'autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

Tesi errata n.8
L'OPERA FA BENE ALL'ECONOMIA, PERCHÉ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.
In realtà il costo stimato di oltre 5 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano.
Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l'esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest'opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. Gli stessi capoccia delle Ferrovie dichiarano che ci sarà da leccarsi le dita se verrà recuperato il 15 per cento dei costi sostenuti. Ma di questo non gliene frega alcunché a nessuno. Tanto paghiamo noi.

Tesi errata n.9
CHI E' CONTRO IL TERZO VALICO É CONTRO IL PROGRESSO
Così dice l'on. Luigi Grillo, quello dei fori pilota, dei terreni incendiati da edificare, delle telefonatine amorose ai coniugi Fazio, ecc.
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento.
Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta.

Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa.

Tesi errata n.10
L’ECONOMIA LIBERAL-CAPITALISTA PROMUOVE BENESSERE.
LA TAV E’ VEICOLO DI RICCHEZZA PER TUTTI !!!

Miserande menzogne. Non ci sono stati appalti, i prezzi iniziali erano gonfiati, Lodigiani nel 1992 dichiarò durante una udienza di mani pulite che erano già state pagate tangenti per un complessivo 4 per cento. Tutte le ditte del Co.civ iniziale finirono sotto inchiesta e alcune addirittura sparirono. Ora tutto è in mano all'Impregilo, sempre senza appalto e concorrenza, la cui maggioranza appartiene a Marcellino Gavio. Veramente più che ricchezza la TAV porta sfiga: Signorile è caduto in disgrazia, Ligato è stato ammazzato, Bernini e Prandini hanno incrociato Di Pietro, Necci e Incalza hanno avuto le loro grane anche se con il governo Berlusconi sono stati riciclati.
Ma andiamo a vedere chi sono i soggetti agenti che costituiscono la Società TAV che ha in appalto e in concessione la tratta italiana della Torino-Lione. E cerchiamo di dedurre quali fregature si nascondono per la collettività dei contribuenti. Al 33% le azioni sono possedute da una Società ex IRI, al 33% dall’ENI e, udite, udite, al 33% dalla FIAT. Ma come! -direbbe qualcuno- Che interesse ha la FIAT a promuovere lo spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia. Nessuno, in linea teorica. Anzi. La FIAT, sempre in linea teorica, dovrebbe scoraggiare politiche industriali tese all’irrobustimento della rete ferroviaria. Al lato pratico la realtà è un po’ diversa. Riprendiamo la percentuale effettiva di spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia, calcolata in proiezione, a tratta Torino-Lione conclusa. Essa è un miserrimo 1%. Combiniamo i due dati. Praticamente, il traffico pesante stradale e autostradale rimarrà attestato agli stessi livelli odierni. Nel frattempo, però, la FIAT, in linea con le sue politiche manageriali degli ultimi vent’anni, avrà messo a segno un ennesimo successo finanziario, intascando un terzo dei molti miliardi (provenienti dalla fiscalità generale) di euro che l’UE e il Governo italiano investiranno per la costruzione di questa ferrovia.
E il suo ricavato non nasce a discapito di un eventuale (anche se non sicuro) profitto del Settore Auto. Andiamo, infine, a controllare l’assegnazione dei subappalti legati al business TAV. Nella costruzione della galleria lunga 53 km, il subappalto è stato assegnato alla Società francese RockSoil, di proprietà della moglie del signor Ministro berlusconiano alle Infrastrutture,
Pietro Lunardi. Che schifo!!

Tesi errata numero 11
LA TAV VELOCIZZA GLI SPOSTAMENTI DI MERCI E UOMINI
Gli studi di Erasmo Venosi (Per decenni ha lavorato per le Ferrovie in qualità di Tecnico altamente specializzato. É laureato in Fisica ed è un esperto di impatto ambientale), a riguardo, escludono che vi possano essere delle significative differenze tra un Milano-Verona linea tradizionale e un Milano-Verona linea ad Alta Velocità. Idem per la Milano-Genova. Il guadagno effettivo sarebbe di pochi minuti. La tratta, non potendosi sviluppare su un rettilineo uniforme, si dipana, invece, attraverso la congiunzione di piccoli segmenti e tratti curvilinei. La struttura del tracciato impedisce un’accelerazione regolare e un innalzamento significativo della velocità media del treno. Depotenziata, dunque, l’idea-forza del guadagno di tempo riferita allo spostamento degli uomini e delle merci, la TAV rappresenta un mistero intorno a quelli che dovrebbero essere i presunti benefici per il benessere delle Comunità e per lo "sviluppo dell’economia" (le virgolette stanno a significare l’assoluta astrazione della formula virgolettata. Checché ne dicano i fondamentalisti del liberismo economico, è tutt’altro che dimostrato che, ad un aumento di velocità di spostamento di uomini e merci, corrisponda necessariamente un aumento di benessere per le Comunità in cui questi fenomeni si realizzano).
I pendolari e gli utenti di Trenitalia, invece, più modestamente si accontenterebbero che i treni su cui giornalmente viaggiano siano più puliti e più coerenti con gli orari prestabiliti. Di faraoniche e fantastiche scemenze come la TAV, inutili per la collettività e UTILI per Lunardi e la FIAT, ne fanno volentieri a meno.

Tesi errata numero 12
IL TERZO VALICO (54 KM. DI CUI 39 IN GALLERIA) FRA VOLTRI E TORTONA RILANCERÀ IL PORTO DI GENOVA
Esistono già cinque valichi ferroviari fra la Liguria e la Pianura Padana, con una potenzialità residua di un milione di container annuali. Nel caso di ammodernamento e potenziamento delle tre linee alle spalle di Genova diverrebbero 2 milioni e 830.000. In caso di raddoppio della Voltri - Ovada e della Pontremolese e di interventi sulla Savona -Alessandria e Torino addirittura 10 milioni. Alla fine del 2005 i container del porto di Genova hanno superato di poco la cifra di 1.600.000, di cui solo 76.800 (come dimostrato al punto 4) instradati a nord sulle attuali tre linee ferroviarie alle spalle di Genova. Le previsioni del 1992 (primo progetto Supertreno Mi-Ge) erano per oggi di 5 milioni di teu, tre volte tanto. Rispetto all'anno scorso i container sono diminuiti dell'1,6%.
Mai nessuno ha preso in considerazione le proposte alternative basate sul rafforzamento degli attuali cinque valichi e intanto si sono persi 14 anni, 300 miliardi di lire in progetti, convegni, libroni patinati, "fori pilota" e mangerie varie, oltre ad annullare l'efficienza nelle linee esistenti su cui non si spende più un euro.
Forse progettualmente il Terzo Valico sarà una Grande Opera, ma grande solo nella scala dei valori dell'Inutilità e, dal punto di vista tecnico-politico, della Falsità




 

scritto da: titoville alle ore 09:28 | link | commenti
categorie: terzovalico